giovedì 27 gennaio 2011

Cos'è la giustizia ?

In questio giorni di forte caos e di aspre accuse di una parte della rappresentanza politica nei confronti della magistratura, ho sentito il bisogno e l'esigenza di andare a cercare il significato della parola GIUSTIZIA che, a mio parere, è alla base di tutto il dibattito che imperversa nel paese.
Tratto da wikipedia (che penso possa essere ritenuta sopra le parti)
"La giustizia è l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione del riconoscimento e del trattamento istituzionale dei comportamenti di una persona o di più persone coniugate in una determinata azione secondo la legge o contro la legge. Per l'esercizio della giustizia deve esistere un codice che classifica i comportamenti non ammessi in una certa comunità umana, e una struttura giudicante che traduca il dettame della legge in una conseguente azione giudiziaria.

Al di là dell'azione giudiziaria istituzionalizzata, che opera con una giustizia impositiva e codificata, esiste un senso della giustizia, definito talvolta naturale in quanto ritenuto innato, che impegna ogni singolo individuo a tenere nei confronti dei propri simili o gruppi, in situazioni ordinarie o straordinarie di usare criteri di giudizio, e di conseguente comportamento, rispondenti a giustizia nel senso di onestà, correttezza e non lesività del prossimo. È in questo senso che la giustizia diventa una virtù morale, quindi privata e non codificata e istituzionalizzata, che è però di enorme portata assiologica, in base alla quale si osservano regole comportamentali che riguardano sé e gli altri nei doveri e nelle aspettative."

La giustizia, per sé, per gli altri e per chiunque, si traduce comunque in un dovere e in un diritto che coinvolge chiunque appartenga a una certa comunità, in senso riduttivo, e ogni persona umana in generale, in senso estensivo. La giustizia è la costante e perpetua volontà, tradotta in azione, di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto; questo è l'ufficio, deontologico e inviolabile, che il magistrato preposto deve porre in atto nei luoghi deputati a rendere giustizia: i tribunali. La giustizia, che è messa in atto sempre come volontà del popolo, è anche azione repressiva, potere legittimo di tutelare i diritti di tutti, quindi rendere a ognuno, nelle circostanze riconosciute, di accordare giustizia ascoltando richieste per essa e in nome di essa accordando ciò che è giusto quando è dovuto e a chi è dovuto."

Se, giustamente, non vi siete accontentati di questa breve citazione introduttiva, seguendo il link in alto potete leggervi la definizione completa ossia dal punto di vista filosofico, religioso ecc.

Al termine della lettura vi invito a riflettere sul confronto tra le parole della definizione e quelle che si ascoltano in questi giorni, e sul dove secondo voi è la giustizia e se ancora esiste.

mercoledì 26 gennaio 2011

Le primarie a napoli, come la monnezza.

Ho letto proprio poco fa quest'articolo che descrive la protesta per sospetti brogli sulle primarie svoltesi a Napoli. I garanti hanno deciso di annullare i risultati di 3 seggi.
La prima ed unica domanda che mi si è generata nella mente è: che senso ha fare le primarie in queste condizioni ?
Le primarie sono uno strumento democratico, fin quando il popolo (sia chi vi partecipa ma anche chi non vi parteciapa) crede ancora nella democrazia e la applica rispettando il verdetto emesso dalla maggioranza. Una consultazione mediante lo strumento delle primarie, che solo minimamente presenta l'ombra del bubbio di brogli, tanto vale buttarla nella monnezza per intero, essendo anche la prova che l'ideale di democrazia sta sfarinando anche all'interno di un partito che della Democrazia ne ha fatto il suo nome. Tanto vale chiudersi dentro una stanza mimmì, coccò e manico d'uncino e decidere a tavolino (secondo meri criteri di equilibrio politico e di equilibri di poteri, stile vecchia DC) chi sia il candidato, ci si risparmiano due cose: la pessima figura e pubblicità, l'amarezza e la delusione a coloro che ci hanno creduto.

martedì 18 gennaio 2011

La riforma prioritaria

Ancora una volta il "mitico" Silvio è riuscito a rovesciare la frittata. E già perchè più la magistratura lo accusa di fatti gravi ed infamanti maggiore diventa, a suo dire, l'urgenza di una riforma della magistratura. Per cui tutto il resto può attendere finchè, sempre a suo dire, esisteranno dei magistrati che ".... usano illeggitimamente i loro poteri contro chi è stato democraticamente chiamato a ricoprire cariche pubbliche".
Ascoltate con le vostre orecchie (link - il 2° video partendo dall'alto).
Un altro dubbio, scusatemi ma forse qualcuno potrebbe essere in grado di darmi una risposta, ma se lui, giustamente è innocente fino a che non viene dimostrato il contrario, allora perchè ciò non vale anche per i giudici che lo accusano ?
Grazie.