Non si placa la protesta nell'ambito universitario sui tagli operati dalla manovra finanziaria varata dal governo.
Personalmente ritengo che un attività di razionalizzazione dello Stato, nella sua interezza, e non solo ciò che riguarda Scuola, Università, Sanità, vada necessariamente operata, non solo, personalmente ritengo che ci siano ampi spazi per operare.
MA ciò che si sta attuando non è razionalizzare, bensì tagli indiscriminati a voci di spesa. Quello che occorrerebbe fare (e che non si fa) è operare in primis un attenta analisi dei processi dei serivzi erogati dallo Stato, quindi identificare metodi e tecniche per erogare un servizio migliore ad un costo più basso.
Ciò apparentemente può sembrare impossibile, ma nella realtà dei fatti è la politica che ha vantaggio nel farlo apparire tale, perchè, come dimostrano anche le dichiarazioni di Marchionne di qualche giorno fa, le aziende private (micro, piccole, medie e grandi) lo devono fare continuamente.
Per brutalizzare immaginate che l'azienda "X" spenda 100 euro l'anno di cancelleria e che per risanare il bilancio occorre ridurre la spesa di 100 euro. Il proprietario allora cosa fa decide di rientrare in due anni tagliando la voce cancelleria del 50% per anno (ossia al secondo l'azzera).
Questa scelta apparentemente risana il bilancio, ma riduce la produttività dell'azienda in quanto il settore amministrazione gradualmente, nei due anni, scivola nella paralisi. Risultato dopo 2 anni il bilancio è nuovamente in rosso, perchè si sono risparmiati 100 euro ma si è prodotto, ad esempio, il 30% in meno.
Operando una razionalizzazione cosa si poteva fare .... ??? Identificare una soluzione che porti alla contrazione dell'esigenza di spendere 100 euro in cancelleria, tipo incrementare l'informatizzazione dei processi. Qualcuno mi dirà che l'informatizzazione dei documenti cartacei in realtà produce un aumento della proliferazione e del consumo cartaceo. Dunque occorre limitare in modo quantitativo ed organizzare in modo efficente l'uso delle stampanti. A farla breve per risparmiare qualcosa in un tempo medio o lungo occorre fare degli investimenti oggi. Ma siamo in rosso, da dove li prendiamo i soldi ... dai processi marginali alla produttività, da quelle che sono le spese accessorie.
Nello stato italiano le spese accessorie non penso che siano i fondi per il diritto allo studio, o la scuola, o l'università o la sanità.
Le spese accessorie per il cittadino sono i costi della Politica. Quali sono i costi della politica:
- stipendi per parlamentari
- affitti per studi ed uffici ai parlamentari
- benefit ai parlamentari
- pensioni ai parlamentari (retro attive)
- riduzione dei costi di mantenimento delle strutture istituzionali
- auto blu solo per: i presidenti di Repubblica, senato, Camera e Presidente del Consiglio. Per i ministri un parco auto pari al 2/3 del numero totale di ministri
- Abolizione delle sovrapposizioni delle cariche una persona può avere contemporanemente 1 sola carica pubblica. Se sei sindaco di un paesino e vuoi fare il parlamentare ti dimetti da sindaco e vai in parlamento.
- Limitare la copertura di cariche ad un massimo di 10 anni, non che finito di fare il sindaco, si passa a fare il presidente della provincia, poi della regione, poi il parlamentare, poi torno a fare il sindaco. Dopo 10 anni di copertura di cariche si può tranquillamente tornare nella base e fare politica non è una cosa che disdegna.
Allora prima di andare avanti, vorrei sapere il totale dei fondi che risparmio tagliando (questa volta il termine è corretto) queste voci di spesa superflue che al cittadino non portano alcun vantaggio.
Ora qualcuno potrà tacciarmi di populismo, cio è forse più grave di fare il BUNGA BUNGA. Io desidero un Presidente del Consiglio la cui vita sia votata al suo Stato per la durata del suo mandato, voglio un Presidente del Consiglio il cui bene e benessere del popolo del suo Stato venga prima di se stesso e di chiunque. Un Presidente del Consiglio il rispetto lo deve meritare non lo deve difendere con l'uso della Legge.