venerdì 19 marzo 2010

I cento giorni, cento modi per sballarsi. Le due realtà






La basilica di San Gabriele di Isola del Gran Sasso, secondo una recente classifica tra i quindici santuari più frequentati del mondo, lunedì 15 marzo, ha ospitato ben dodicimila studenti per la tradizionale benedizione delle penne, ovvero la manifestazione “Cento giorni agli esami”. Un vero bagno di folla giovanissima ( sono per la maggior parte alunni delle ultime classi delle scuole superiori in procinto della maturità ) entusiasta e rivolta con le braccia in alto per riceve la benevolenza del Santo patrono d'Abruzzo. Questa cerimonia divenuta in trent'anni un vero e proprio culto giovanile è unica nel panorama nazionale e si protrae attraverso la santa preghiera; confessioni; sacra messa e festa finale. Non solo un rito scaramantico, quindi, ma anche un incontro gioioso di alcune ore fra i pellegrini e i giovani fedeli del Santo. Il tutto ha avuto inizio con l'arrivo degli scolari alle ore 9, quindi la celebrazione delle due messe (10 e 11.30) e la conclusione con il rito della benedizione delle penne. Nel corso delle ultime edizioni, poi, è andata creandosi contemporaneamente una originale gara istituita proprio dai ragazzi, e che ha riscosso un immediato successo: il concorso della “Maglietta più”. In pratica vengono elette fra i partecipanti le T-shirt secondo tre categorie: la più significativa, la più sgargiante, la più originale. Altra tipicità: per tutto il tempo i ragazzi (già nella precedente edizione si sostituì la classica letterina di richiesta), hanno spedito Msm e Mms a San Gabriele! Adesso, invece, l'altra faccia della manifestazione...



Tantissima gente; tantissimi controlli da parte delle forze dell'ordine. All'appello non mancava nessuno: guardia di finanza, polizia, carabinieri, digos, cani antidroga.


Da una dichiarazione di un agente, riferendosi alla nuova generazione: " Sono maleducati, non hanno paura di nulla e di nessuno. Molti sono qui solo per bere e drogarsi, neanche serve denunciarli tanti ne sono, e domani sono già fuori!".


Ed infatti l'alcool scorreva a fiumi ,anzi, a valigette... meglio ancora se di 10litri, che i premurosi ragazzi hanno portato direttamente da casa. Giovani donne col telefonino nel taschino, sigaretta in mano e bottiglia di spumante in bocca. Questa l'altra faccia della manifestazione "i cento giorni". E poi ancora ci sono loro: i ragazzi che sanno fare la differenza, intenti a portare le candele della memoria per tutti i fratelli periti il 6 aprile, i quali non potranno più partecipare.


Alessia angelozzi

1 commenti:

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie