Ora a seguto delle dimissioni rassegnate da Walter Veltroni mi trovo pervaso da un mix di pensieri e sentimenti. Il predominante è il rammarico, rammarico perchè comunque le dimissioni di Veltroni rappresentano una sconfitta.
Nel periodo della campagna elettorale delle ultime elezioni poliche, in cui il PD ha esordito, chi ha seguito o segue questo blog ha sicuramente avuto modo di leggere il mio, e non solo, appoggio morale al progetto di cui Veltroni era diretto promotore. Nel suo tour nazionale fummo, per altri motivi, la prima tappa (Pescara e Teramo).
In quel periodo le azioni che infiammarono la mia speranza furono:
- la scelta di correre da soli;
- l'esclusione dalle liste di alcune persone nel rispetto dello statuto;
Da li in avanti è come sceso un assordante silenzio fino al boato generato dai casi di Del Turco, della Campania e di Napoli. In quelle occasioni ho percepito un forte disorientamento, una forte ambiguità. Ho cominciato a giustificare questa situazione con il fatto che il PD è un partito giovane, nato dall'unione di DS e Mergherita che hanno origini e radici differenti e che per tanto il processo di nascita di tale partito non è qualcosa che si sviluppa nell'arco di pochi mesi.
Nel contempo continuo ad essere convinto che per attuare il progetto riformista propagandado da Veltroni, l'uomo ideale è Veltroni e che abbandonare l'antiberlusconismo come forma di opposizione è il primo passo verso quel riformismo, di contro c'è da dire che il PD non è riuscita fino ad ora ad organizzare una forma concreta e tangibile di opposizione.
La sensazione percepita dall'esterno è di forti divisioni interne al partito, la mancanza assoluta di una identificazione come PD, ma la forte dominazione di vecchie logiche partitiche (DS e Margerita): vedi gli ex DS che vogliono recuperare i cugini di esterma sinista o i margheritini che strizzano l'occhio a Casini e nessuno invece che si è convinto che bisogna pensare in modo "PD centrico" ossia che il PD è il sole e gli altri sono i satelliti (per creare un domani un bipolarismo reale).
Occorre guadagnare il rispetto delle idee interne, anche se differenti dalle proprie, e nel momento in cui queste vengono approvate diventano le linee dell'intero partito e come tali devono essere riconosciute, anche se in esse non è possibile riconoscersi in modo diretto è comunque presente il contributo dato attraverso il confronto politico ed il dibattito che ha portato all'individuazione della linea e ad operare la scelta in un clima democratico e collegiale.
Personalmente credo e voglio continuare a credere nel progetto riformista di Veltroni, anchè perchè al momento non c'è altro. Uso questo blog per porgergli un ringraziamento di quanto fino ad ora ha fatto e per quanto continuerà a fare e nel contempo spero che altri di voi postino il loro pensiero su questi eventi.
1 commenti:
Abbiamo tritato un'altro nostro esponente di spicco, grazie alle logiche interne che non accettano la democrazia.
Grazie Walter, grazie Romano di cuore.
Grazie Massimo, grazie Pierluigi e grazie Francesco che non riuscite ancora a lavorare insieme se non comandate voi.
Il PD deve essere un partito prima di essere ad personam.
Se si deve scegliere ad personam gli elettori scelgono un'altro schieramento.
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