mercoledì 23 gennaio 2008

Mastella, un eroe italiano

In questo periodo così difficile per la Nazione credo che sia utile ricordare e/o ripensare a quelle persone che mediante il loro sacrificio, la loro dedizione al paese hanno lasciato un segno che difficilmente verrà cancellato dal tempo. Mi riferisco a l'On. Mastella, Ministro della Giustizia nel secondo governo Prodi.
Il ministro Mastella, leader del partito UDEUR, dalla vincita delle elezioni, con scarso margine nei confronti dell'opposizione, comprese subito che la legislatura sarebbe stata difficile ed avrebbe richiesto sacrifici di cui lui scelse essere l'incarnatore.
In più situazioni fu il salvatore del Governo, senza mai far pesare le sua azioni o scelte nei confronti degli altri membri o schieramenti di governo e soprattutto nei confronti della popolazione. Con il suo agire ha dimostrato di essere sempre un grande uomo dedito solo ed esclusivamente al lavoro.
Ben presto questa sua dedizione creò imbarazzo nei suoi colleghi ministri che per la sua salute mentale e per fagli provare un pò di sana vità politica governativa, lo ingannarono facendogli credere che in occasione del Gran Premio di Imola lui doveva premiare il terzo classificato e lo costrinsero a salire su un aereo di stato, contro la sua volontà, per compiere la missione.
Il mistro soffrì molto per come era stato beffato e si rimise alacremente al lavoro giurando su ciò che più gli era caro, il popolo italiano, di non partecipare più a qual si voglia evento.
L'invidia che il Mistro della Giustizia generava, con la sua dedizione smodata verso i doveri di stato, travalicò le mura del palazzo e si insidiò e diffuse tra i magistrati, specialmente in un certo De Magistris, un frustrato della madonna, che odia il ministro.
Il De Magistris fa di tutto e alla fine monta un teatrino appositamente per il ministro che con estrema freddezza lo mette a tacere e lo spazza via in un sol colpo, da vero uomo di stato tutto d'un pezzo.
Queste azioni però non fanno che accrescere ed estendere l'odio ed il dipsrezzo verso l'uomo. Si narrà che tra le spire della magistratura si crei un nucleo di magistrati, accomunati dall'odio verso il ministro, che ordiscono verso di lui e tutta la sua famiglia, perchè sono convinti che il problema non incarnato solo nella sua persona, ma anche nella moglie con cui, si vocifera, facciano a gara a chi fa meglio il proprio lavoro.
Un bel giorno scatta l'attacco. Colpiscono la moglie del Ministro costringendola agli arresti domiciliari con accuse pesantissime. Il ministro è sconvolto. Sente che non è più in condizioni di offire i suoi nobili servigi al paese, che la sua dignità e credibilità è stata macchiata idelebilmente, per tanto decide di dimettersi.
Nella sala parlamentare, quando annuncia la sua decisione, è secco, asciutto, le sue parole non danno possibilità di false interpretazione sui motivi per cui è giunto a questa scelta e decisione. Nel suo discorso chiede scusa per come i suoi attacchi possano aver gettato ombra sul governo e si impegna per il proprio partito a garantire l'appoggio al governo perchè dichiara: "sono conscio della situazione in cui il mio paese versa e mai più di ora sono convinto che al mio popolo occorrà serenità, tranquillità e sicurezza governativa."
Dimessosi si ritira a casa ad organizzare la propria difesa e quella della moglie, è tornato ad essere un cittadino qualsiasi e come tale vuole fronteggiare la situazione.
Molte TV chiedono di intervistralo ma lui dichiara " con quale titolo dovrei venire a parlare in tv dei miei problemi personali. Che persona sarei se non avessi fiducia nella Giustizia che io stesso amministravo e governavo. I miei problemi personali non devono pesare sulle coscienze dei miei compatrioti."
Parole da vero eroe, che dovrebbero essere prese d'esempio da molti.

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