Negli ultimi giorni è ripartita la polemica sugli impianti sciistici ai Prati di Tivo e come sempre molti degli interventi denotano una scarsa conoscenza della reale situazione.
La recente decisione dell’Ente Parco di non concedere l’autorizzazione alla realizzazione di una cabinovia ad otto posti si configura come atto dovuto perché la legge stabilisce che nell’area interessata dal progetto non possono essere costruiti nuovi impianti a fune. Si tratta infatti di un impianto che arriva a circa 2000 metri all’interno di un’area naturale protetta di valenza nazionale. In tali aree, la normativa vigente per le aree naturali protette prevede che non si possono realizzare nuovi impianti sciistici, ma solo procedere alla manutenzione degli esistenti.
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fonte www.teramonews.com
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Certo è che la nostra zona ha assolutamente bisogno di uno stimolo, di una qualche "botta di reni" per poter un attimino emergere ed essere competitiva con altre zone montane.
Una nuova cabinovia significa sicuramente nuovi posti di lavoro (direttamente o indirettamente con il commercio) , ma vuol dire anche andare ad accettare il compromesso di un impatto ambientale nel territorio.
..però... quando vado a ricordare che qualche mese addietro dovevamo accettare il compromesso di una centrale turbogas nella nostra zona...e che questa benedetta centrale ci avrebbe portato nuovo lavoro e sviluppo...forse sarebbe meglio pensare all'impatto ambientale di una seggiovia e non di quello delle polveri sottili di una turbogas.
Ricordiamo sempre che la nostra zona..se non cresce e non si sviluppa in qualche modo a breve MORIRA'!!
I nostri giovani non hanno più interesse a restarci e le aziende ad investirci....facciamole queste riflessioni... e vediamo un attimo cosa è più utile per gli abitanti della zona montana.
martedì 13 novembre 2007
Cabinovia di Prati di Tivo, il WWF approva la decisione del Parco
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